Nutro veglia d’occhi e stupore
per i muri a secco dei monti
e inseguo a ritroso nel tempo
fatica e genio
di chi sul viottolo
che beve il cielo
convocò una ad una
le pietre
e diede paziente
all’una e all’altra
dignità di appartenenza,
gioia di fiorire
nel mosaico all’aperto.
Porto veglia di occhi e stupore
per te, o Dio,
che vai convocando
fili d’erba e polvere di stelle.
scroscio di torrenti
strusci di vento
concerti di uccelli,
tenerezze di donne e uomini tenaci,
odori e colori
luci e ombre
di infinite terre
nel muro a secco di un viottolo
che beve l’infinito del cielo.



























by Angelo Casati